Archives Marzo 2019

I volti della canapa

Anni di viaggi in tutta Italia per raccontare il dolore, le speranze e le lotte di pazienti che hanno deciso di curarsi con la cannabis.

I volti della canapa è un viaggio attraverso cui viene aperto il microfono a persone spesso inascoltate dallo Stato. Curarsi attraverso la cannabis terapeutica, in Italia, rappresenta ancora un tabù. Miglioramenti fisici, psicologici ed esistenziali vengono spesso scambiati per pretese ideologiche. Ma queste storie, quelle di chi avrebbe diritto a trattamenti palliativi non sempre garantiti, fanno da sfondo a una battaglia di civiltà. Come potrebbe essere definito, del resto, il tentativo di attenuare le conseguenze di malattie che nessuno dei protagonisti di questo libro si è andato a cercare?

Se è vero, come sosteneva Ansel Adams, che una fotografia non si scatta, ma si crea, è altrettanto vero che questo fine si persegue, a volte, passando per vicende estremamente personali. Gli appunti di viaggio di Maria Novella De Luca sono stati presi in punta di piedi, chiedendo ‘permesso’ e cercando di non invadere troppo gli animi e l’intimità di chi, come Claudia, Andrea, Serena e Osvaldo, si è reso disponibile al racconto.

I volti della canapa è un percorso che fotoreporter e pazienti hanno intrapreso insieme. Sono nate amicizie mai più messe in discussione. Ed è nata, soprattutto, una consapevolezza: dalla sclerosi multipla, dal cancro e da altre patologie rare è difficile scappare, ma provare a stare meglio, al contempo, non può essere considerato un crimine o una stranezza.

Ma qual è l’utilità di questa cannabis terapeutica?
La domanda è lecita. Di confusione, attorno a quest’argomento, se ne fa ancora tanta.
“Quando un dottore non ha una risposta, c’è la morfina”, dice Osvaldo. “Con la cannabis, la mia bambina è più presente e partecipe”, spiega la mamma di Serena. “Voglio curarmi evitando la dipendenza.
La cannabis mi fa stare meglio, mi aiuta con nausea e vomito e mi fa dormire la notte”, racconta Claudia.

Il viaggio di Maria Novella De Luca passa sì dalle narrazioni di chi ha sperimentato gli effetti positivi di questo genere di terapia, ma anche per i pareri di quei medici chiamati a cucire addosso ai pazienti “un vestito” ad hoc. Quello in grado di alleviare sofferenze altrimenti incontrastabili.

I volti della canapa è un lavoro che non ha né un punto di partenza né uno d’arrivo. L’intero Paese è interessato dagli sforzi di chi cerca un po’ di serenità. Non c’è una pretesa di esaustività in questo libro.
C’è, però, la necessità di asserire che chi ha trovato la forza di raccontare, non può continuare a lottare da solo. Loro e tutte le persone costrette, per lo stesso motivo, ad avere a che fare con ASL inadempienti o disinformate, flaconi che non arrivano o dosi non sufficienti.

Maria Novella De Luca ha viaggiato tra Arezzo, Firenze, Taranto, Grottaglie, Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Siracusa, Genova e Mestre. Zaino in spalla, scarpe comode e un po’ di ritrosia nell’irrompere in vite segnate dalla malattia. “Sei una fotografa, devi fotografare”: sono stati gli stessi protagonisti a spingere affinché questo lavoro arrivasse a destinazione.

Adesso ci siamo, i volti della canapa è pronto, ma dipende anche da voi! è possibile che il libro in questione poi finisca in qualunque dimenticatoio o in una qualsiasi soffitta impolverata, la battaglia di Claudia, Andrea, Serena, Osvaldo e di tutti gli altri invece, no!


Maria Chiara – Fibromialgia

“Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative per chiedere il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante.
Una sindrome che provoca un aumento della tensione muscolare, causando ai malati sofferenze e dolori continui.
Me lo spiega Maria Chiara che ne soffre da circa sei anni, da quando ha subito un lutto che le ha provocato grandi sofferenze e che oggi sta curando con la cannabis terapeutica”.
Da “I volti della canapalibro fotografico tra pochissimo in libreria edito da @crowdbooks


I volti della canapa” è un percorso che fotoreporter e pazienti hanno intrapreso insieme. Sono nate amicizie mai più messe in discussione…come quella con Walter.
Ed è nata, soprattutto, una consapevolezza: dalla sclerosi multipla, dal cancro e da altre patologie rare è difficile scappare, ma provare a stare meglio, al contempo, non può essere considerato un crimine o una stranezza.
https://crowdbooks.com/it/projects/canapa/


Alatri – Cannabis Terapeutica, il progetto di Maria Novella De Luca

17 Dic.2018

Giovedì prossimo l’Associazione Gottifredo ospiterà, nel suo ormai tradizionale spazio culturale per la presentazione di iniziative editoriali e similari, Maria Novella Del Luca, fotoreporter nostrana ma con vocazione internazionale, con il suo libro fotografico “I volti della Canapa“. In effetti, però, parlare semplicemente di “libro” non rende giustizia a quello che è un vero e proprio progetto socio-culturale, a cui l’autrice ha lavorato per anni viaggiando in tutta Italia per raccontare il dolore, le speranze e le lotte di pazienti che hanno deciso di curarsi con la cannabis quando ancora questa terapia era vista con sospetto dall’opinione pubblica italiana. Oggi, per fortuna, questo “tabù” lentamente sta venendo meno e grazie anche alle aperture legislative se né può finalmente parlare come di ogni altra normale cura medica. Anche la presentazione, quindi, non sarà un puro e semplice appuntamento con l’autore, ma sarà la presentazione del progetto di crowdfunding che permetterà la nascita di questo testo. In sede, infatti, sarà possibile pre-acquistare il libro, così come già si può fare online su www.crowdbooks.com/it/projects/canapa. Visto che il libro verrà stampato a fine campagna di raccolta fondi, per chi vorrà acquistarlo per fare un bel regalo di Natale, l’autrice donerà una stampa fotografica in attesa che arrivi il libro.

Curarsi attraverso la cannabis terapeutica, in Italia, al di là dei tabù di cui abbiamo accennato, ormai è certo porti a miglioramenti fisici, psicologici ed esistenziali che nulla hanno a che vedere con le supposte pretese ideologiche. E queste storie, quelle di chi avrebbe diritto a trattamenti palliativi non sempre garantiti, e il libro-progetto di Maria Novella De Luca, fanno parte di una vera e propria battaglia di civiltà.

Ho preso i miei appunti di viaggio in punta di piedi, chiedendo permesso e cercando di non invadere troppo gli animi e l’intimità di chi, come Claudia, Luciano, Serena e Osvaldo, si è reso disponibile al racconto delle loro storie di vita” racconta l’autrice che sottolinea l’eccezionalità di questo progetto che ha fatto nascere, tra fotoreporter e “pazienti” protagonisti amicizie mai più messe in discussione.

I volti della canapa” vuole soprattutto rendere nota ai lettori la persistenza di alcune difficoltà legate a disinformazione e burocrazia.

Maria Novella De Luca è nata ad Alatri, dopo la laurea in Lingue con specializzazione in informazione e comunicazione, ha iniziato la carriera di fotografa come assistente di Corrado Falsini, fotografo del Teatro dell’Opera di Roma. Successivamente collabora come fotoreporter presso le agenzie Ansa, AGF, Agi e Milestone pubblicando sulle maggiori testate nazionali come Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Oggi e Left. Lavora come fotografa free lance, realizza documentari industriali off-shore per la società Micoperi, per cui ha seguito la rimozione della Costa Concordia. Collabora con alcune ong come Apurimac Onlus, Green Farm Movement per la realizzazione di foto e video documentari in Africa.  Ha realizzato reportage sociali e di viaggio in Mozambico, Nigeria, Libano, Siria, Turchia, Cuba, Chiapas, Guatemala e Nicaragua di cui abbiamo sempre ampiamente parlato.  Tra gli ultimi lavori, la missione Search and Rescue Moas Cri con Croce Rossa a largo della Libia. Ha realizzato reportage sociali nel Kurdistan turco e siriano nella città di Kobane. Dal viaggio a Kobane ha presentato la mostra fotografica “Kobane: il forno che resiste”. Da quattro anni gestisce uno studio fotografico nella città di Alatri dedicato ai bambini e alle donne incinte.

Appuntamento da non perdere, quindi, giovedì 20 dicembre alle ore 18 presso la sede del Coworking Gottifredo in via Emanuele Lisi,2 in centro storico ad Alatri.

Andrea Tagliaferri


Libro fotografico I volti della canapa

I volti della canapa” è un percorso che fotoreporter e pazienti hanno intrapreso insieme. Sono nate amicizie mai più messe in discussione. Ed è nata, soprattutto, una consapevolezza: dalla sclerosi multipla, dal cancro e da altre patologie rare è difficile scappare, ma provare a stare meglio, al contempo, non può essere considerato un crimine o una stranezza.


I volti della canapa

Curarsi attraverso la cannabis terapeutica, in Italia, rappresenta ancora un tabù. Miglioramenti fisici, psicologici ed esistenziali vengono spesso scambiati per pretese ideologiche. Ma queste storie, quelle di chi avrebbe diritto a trattamenti palliativi non sempre garantiti, fanno da sfondo a una battaglia di civiltà. Come potrebbe essere definito, del resto, il tentativo di attenuare le conseguenze di malattie che nessuno dei protagonisti di questo libro si è andato a cercare?

Per acquistare il libro https://crowdbooks.com/it/projects/canapa/


I volti della canapa, un viaggio contro tabu’ e pregiudizi

Roma, 18 dic. – Cinque anni di viaggi in Italia per raccontare il dolore, le speranze e le lotte di pazienti che hanno deciso di inserire nel loro piano terapeutico, anche la cannabis terapeutica. Un lungo cammino – che intreccia immagini ed esistenze umane – racchiuso nel libro ‘I volti della canapa‘ della fotoreporter Maria Novella De Luca, inizialmente partita con la voglia di raccontare la storia di una pianta demonizzata al punto da perdere di vista le sue molteplici proprieta’ curative.

Per leggere tutto l’articolo clicca sul link

http://I volti della canapa, un viaggio contro tabu’ e pregiudizi Nel libro di De Luca 15 storie di pazienti che si curano con la cannabis terapeutica


“I volti della canapa”, in arrivo il libro fotografico sulle vite di chi si cura con la cannabis terapeutica

Dolce Vita Magazine

20 Dic.2018 Attraverso 15 storie di vita quotidiana che hanno come protagonisti donne, uomini, bambini e genitori Maria Novella de Luca ci racconta le speranze, i dolori e le battaglie di alcuni pazienti che hanno deciso di inserire nel loro piano terapeutico la cannabis.
I volti della canapa è il nuovo libro fotografico, un viaggio attraverso storie di persone che provano a combattere quotidianamente le loro patologie con l’utilizzo della cannabis terapeutica. Utilizzare la cannabis purtroppo in Italia è ancora un argomento poco popolare, e nonostante gli sviluppi di questi ultimi anni c’è ancora molto da fare, per questo motivo la fotografa di origini laziali attraverso questi pazienti da voce ad una grande battaglia, una battaglia per il diritto alla cura e il diritto a vivere dignitosamente la vita nonostante le patologie. Una battaglia che tutti dovremmo condividere, e grazie a questo libro potrà far riflettere sempre più persone.

Un diario di viaggio in cui i pazienti mostrano la situazione reale e quotidiana di chi ha trovato conforto nella cannabis terapeutica ma che invece non ha trovato supporto nello stato, e di conseguenza tendono a vivere situazioni di illegalità o marginalità estrema.
I volti della canapa è pronto ma aspetta il supporto di tutti noi per venire alla luce attraverso la campagna dicrowdfounding che si potrà supportare fino a febbraio.

Come è iniziato questo progetto?
Questo progetto sulla cannabis è nato circa 5 anni fa ma ha avuto più riprese. Le primissime foto che ho fatto nei campi risalgono al 2008, ma non si è sviluppato subito il progetto sui volti e sull’aspetto umano. All’inizio era più curiosità sulla pianta, la sua storia: una storia che non si racconta ma che mi ha sempre affascinato e soprattutto una storia che appartiene alla nostra cultura.
Volevo capire perché è tanto demonizzata, perché non viene più coltivata, perché io, i miei figli e i miei nipoti non potevamo più vederla coltivata nei campi italiani.
Ho iniziato a raccogliere informazioni, e foto ai campi, alla raccolta, alla semina, alle foglie, ai semi e tutto quello che era vegetale.
A livello fotografico sentivo l’esigenza di raccontare questa storia ma non riuscivo a raccontarla solo fotografando la pianta, ho aspettato molto e ho cercato altre informazioni e pian piano ho scoperto il mondo della cannabis terapeutica e l’aspetto umano che era quello che mancava. Volevo capire proprio l’incontro tra questa pianta e l’essere umano dove mi avrebbe portata, volevo umanizzare la pianta. Ho trovato così nell’aspetto terapeutico tutto quello che cercavo: l’incontro di una pianta e di una malattia che i pazienti non hanno chiesto. A quel punto ho capito che questa era la storia che volevo raccontare attraverso i pazienti, che si sono trovati una malattia dentro casa senza averla chiesta, e ognuno a modo suo combatte una battaglia personale per mantenere una dignità nella propria vita anche con quella patologia. Ho iniziato a vedere che con la cannabis, questi pazienti si trovano non solo a lottare contro la patologia ma anche per avere la propria cura, semplicemente perché hanno scelto una cura non convenzionale o difficile da reperire. E così mi sono appassionata.

Quindi eri totalmente esterna all’ambiente?
Si. Inizialmente è stato difficile trovare le persone che hanno delle patologie e che nell’arco degli anni hanno individuato nella cannabis un sollievo, poi con il tempo ho iniziato a far parte di questa grande famiglia di cui adesso mi sento parte.

Hai avuto massima disponibilità da parte dei pazienti?
Assolutamente si, sono entrata in punta di piedi nelle vite delle persone per rispetto della loro privacy, della loro patologia e perché credo che la macchina fotografica a volte possa essere invadente se utilizzata male.

In questi 5 anni che cambiamenti hai notato?
Ho visto dei cambiamenti sia nell’approccio dei pazienti che nella diffusione delle notizie intorno all’argomento: qualche anno fa avevo difficoltà a trovare i pazienti adesso sono loro che mi chiamano e che si espongono, anche grazie ad internet. I pazienti mi raccontano che prima erano più soli sia perché se ne parlava meno sia perché c’erano meno notizie che veicolavano, per cui, a volte, il paziente andava dal medico per aver informazioni sulla terapia e lì incontrava il primo muro: gran parte dei medici non sapeva rispondere e quindi non sapevano a chi altro rivolgersi. Adesso invece mi dicono loro stessi, e lo noto anche io negli anni in cui sono stata accanto a loro, che la comunità è cresciuta ed è più attiva, sono nate associazioni, comitati, anche i medici si stanno informando maggiormente.
Tuttavia c’è ancora difficoltà e confusione intorno all’argomento, ma almeno se ne parla. Anche il boom della cannabis light ha portato più gente a parlarne ma ha anche creato un po’ di confusione, perché se ne parla superficialmente.

Che messaggio vuoi lanciare con questo progetto?
Premetto che il libro non vuole essere scientifico, ma è lo sguardo di una fotografa sull’argomento che fa uno spaccato di questa situazione. È molto semplice il messaggio: far parlare direttamente i pazienti, persone normali, dagli 8 ai 70 anni, e mettere il loro volto e la loro storia a disposizione di persone che vogliono informarsi. Ad esempio far parlare una mamma di famiglia che cura con la cannabis il proprio figlio o figlia credo sia il modo migliore per combattere lo scetticismo iniziale e fornire informazioni in più a coloro che fino ad ora hanno sentito parlare di cannabis solo come sballo.
Sono una serie di testimonianze che alla fine del libro magari lasciano uno spiraglio aperto per farsi delle domande, riflettere sul fatto che se alcuni hanno trovato giovamento dall’utilizzo di questa terapia forse è giusto assecondare una ricerca sulla pianta, sui suoi infiniti principi attivi per capire meglio e sfruttarne le potenzialità.
Ascoltare i pazienti che tutti i giorni combattono con le proprie patologie è anche un modo, per i medici, di fare ricerca, poiché è una cura da cucire addosso al paziente.

Da questo progetto è nato “I volti della canapa”, un libro fotografico per cui è partita una campagna di crowdfounding…La campagna è iniziata da un paio di settimane e al momento sta andando bene. Devo raggiungere le 150 copie prevendute che mi ha chiesto la casa editrice. All’interno ci sono 15 storie tra le tante raccolte, ogni storia è raccontata da me sotto forma di diario di viaggio, e con le foto realizzate sempre negli ambienti famigliari dei pazienti.
Le prefazioni e alcuni testi sono offerti da persone incontrate in questi anni a cui ho chiesto un supporto scientifico. C’è una prefazione di Marco Pinna, photoeditor del National Geographic Italia che ha curato l’editing e una di Luigi Manconi più attenta all’aspetto legale.

La campagna ha un termine ultimo?
La campagna durerà 90 giorni, la risposta al momento va bene anche se diffusa ancora solo sui social. La mia speranza è che finisca prima perché voglio far uscire il libro al più presto!

Presenterai il libro?
Si, sicuramente lo presenterò in tutte le città dove sono stata accolta dai pazienti e con i pazienti avrò sicuramente una collaborazione anche in questo. La casa editrice avrà una lista di presentazioni organizzate e le varie fiere sicuramente, la parte più bella. Sulla pagina facebook “I volti della canapa” troverete tutti gli appuntamenti in continuo aggiornamento.

Quando sarà possibile avere il libro, ci saranno anche altri modi per averlo?
Una volta stampate le 500 copie il libro si potrà trovare in tutte le librerie o ordinarlo, anche su Amazon.

Stai già pensando a qualche progetto futuro?
Ne ho qualcuno in mente… Sicuramente continuerò a raccogliere le storie come fatto finora. Poi un altro argomento che mi sta molto a cuore è il Kurdistan, quindi un progetto è quello di tornare nel Kurdistan iracheno, sono già stata in quello siriano e in quello turco. Queste sono diciamo le due storie più grandi che seguo da tempo.
Ad ogni modo al momento mi voglio prendere un po’ di tempo per dare il giusto spazio al libro.

https://www.dolcevitaonline.it/i-volti-della-canapa-in-arrivo-il-libro-fotografico-sulle-vite-di-chi-si-cura-con-la-cannabis-terapeutica/?fbclid=IwAR0lgxn3aOYO8mH58QbGfTs19KmlpCQppv521z8cqXfY65JHTKUiRx9PJe0


Come la cannabis terapeutica può arrivare a chi ne ha bisogno

Dal servizio di Maria Novella De Luca pubblicato su Internazionale https://www.internazionale.it/video/2017/01/30/cannabis-terapeutica

“La cannabis medica è legale. Può essere prescritta da qualsiasi medico e può essere lavorata da qualsiasi farmacia che abbia un laboratorio attrezzato”, dice Paolo Mantovani, farmacista che partecipa al progetto MediComm.

MediComm, nato da un’idea del medico chirurgo siciliano Carlo Privitera, è il primo portale di telemedicina in Italia specializzato in terapie con cannabinoidi. Lo scopo del progetto è abbattere i costi di gestione di terapie croniche e garantire tramite l’uso dei cannabinoidi un miglioramento della qualità della vita dei pazienti. In Italia si può ricorrere a questo tipo di farmaci dal 2007, grazie al decreto ministeriale n. 98 del 28 aprile che riconosce l’efficacia terapeutica del Thc.