Archives Luglio 2019

Io sto con Walter

di Maria Novella De Luca

Conosco Walter da molti anni, è un bell’osso duro, un piccoletto tenace, ma che da anni mi ripete, seppur col sorriso, che non ce la fa più, che la malattia lentamente lo sta allontanando dall’entusiasmo che ha sempre avuto nella vita. Nonostante questo, però, la luce che gli fa brillare gli occhi, fortunatamente, non l’ha ancora persa.

E’ una persona appassionata “ciccio”, intelligente, buona, ricca, piena di interessi, amante della natura e di tutti i gatti e pesci che ha in casa. E innamorato di Piera, la cagnona fedele che dorme davanti al portone di ingresso e lo difende.

48 anni, ex operatore Usl e volontario della Croce Bianca, vive vicino Arezzo con il papà anziano.

Walter è un combattente, si, ma è anche una persona che soffre molto, e da molti anni.

L’artrite reumatoide che gli hanno diagnosticato all’età di 16 anni lo ha lentamente cambiato, lo ha rimpicciolito, trasformato nell’aspetto fisico, l’ha reso disabile al 100% e dipendente da qualcuno.

Gli ha cambiato le abitudini ma non l’ha spezzato perché Walter ama la vita, nonostante tutto.

La ama talmente tanto che ha fatto di tutto per continuare a viverla dignitosamente: ha provato molte cure, sopportato diverse operazioni, messo protesi, fatto fisioterapia, ippoterapia, cambiato dieta,  e utilizzato la cannabis.

La utilizza tuttora, il Bedrocan, regolarmente prescritto.

La cannabis gli dà sollievo, lo aiuta a sopportare i forti dolori e a mangiare, ma la dose prescritta non gli è sufficiente.  Da anni chiede, infatti, che gli sia aumentato il dosaggio senza ricevere risposte.

E allora ha iniziato a coltivarla, in casa, con l’aiuto di amici, perché Walter non cammina e non muove le dita delle mani: “Il dolore non può aspettare” continua a ripetere dal suo letto dove è ormai costretto a trascorrere la maggior parte delle ore del giorno e della notte.

Per questo però giorni fa i carabinieri sono andati a trovarlo, hanno sequestrato le piante e arrestato un amico che in quel momento era con lui ad aiutarlo e che ora è in attesa di processo.

Questo fa di Walter o del suo amico dei criminali? No, almeno per me.

Coltivare cannabis non è permesso nel nostro paese, è vero, e i militari hanno fatto il loro lavoro.

Allo stesso tempo però, Walter ha cercato con quelle piante sollievo e dignità in una vita ormai dura da sopportare.

Difficile da giudicare questa sgradevole situazione, difficile dire chi ha torto o ragione. Forse nessuno ha torto e nessuno ha ragione.

C’è solo da fare uno sforzo per capirla meglio, conoscere e ragionare, non contro la legge, ma oltre essa. D’altronde la storia ci insegna che non sempre quello che è legge è giusto o lo sia per tutti.

Penso a quando, nella Genova di De Andrè, la cassazione annullò la condanna di un furto inflitta a un uomo senza fissa dimora perché aveva rubato per fame, affermando che “non è punibile” chi è spinto dal bisogno, dando ragione alle stesse parole del cantautore che cantava “ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”. Ecco Walter non ha rubato niente se vogliamo, ma incarna uno stato di necessità al quale non possiamo voltare le spalle.

Quindi anche io, come tanti amici che gli stanno dimostrando solidarietà, sto con Walter e con il suo amico Marco, sto dalla parte di chi soffre, dalla parte della vita. Con la speranza che un giorno anche la politica e le istituzioni possano prestare ascolto alla poesia, dove a volte si trovano più verità che in un disegno di legge.

“Il corpo è mio ed è la cosa più bella che ho, voglio esserne fiero stando bene con me stesso, mio padre e gli animali, che sono le cose che mi tengono in vita. Perché altrimenti cosa vivo a fare?

Al momento queste parole di Walter sono la cosa più importante di tutta questa storia.


Presentazione del libro “I volti della canapa” a Budrio (Bo)

Il calore degli abbracci e dei baci di Carmen (uno dei volti del libro I volti della canapa) hanno donato all’incontro di ieri a Budrio un grandissimo valore e al mio libro un significato importante. Grazie!

Grazie Carmen e grazie alla tua infaticabile mamma Rosa, grazie Andrea Casalicchio per gli approfondimenti scientifici e soprattutto grazie a Nicola Recchioni dell’Associazione @canabisprotectiotrade che con tenacia ha creduto in questo incontro e nel cammino che insieme stiamo facendo nella divulgazione della cannabis terapeutica.

Il libro è stato presentato presso la Biblioteca Comunale di Budrio all’interno della Fiera dell’Agricoltura Agribu.


“I volti della canapa” presentazione a Roma presso Libreria Tlon

Un’altra serata importante a Roma, nella Libreria Tlon, che è riuscita a suscitare l’interesse dei partecipanti creando un bel dibattito sull’utilizzo della #cannabisterapeutica in Italia patendo dalle storie dei protagonisti del libro. Grazie mille a Claudia Luttazzi (uno dei volti del libro) che ha portato la sua testimonianza diretta sull’utilizzo di questo farmaco, alla professionalità del Dott. Pierengelo Cifelli e alla giornalista Rachele Bombace che ha diretto tutto con grande maestria.

Potete vedere altre foto della serata sulla pagina fabebook de I volti della canapa.


Cannabis terapeutica, il medico: “Trattiamo soprattutto persone di 70-90 anni”

di Rachele Bombace Agenzia Dire

ROMA – Sono noti i benefici della cannabis terapeutica nel trattamento di moltissime problematiche di salute, eppure scarseggia la formazione e l’informazione sia tra i medici che tra i pazienti. Lo sa bene Pierangelo Cifelli, neuroscienziato e ricercatore del dipartimento di Fisiologia umana dell’Università La Sapienza, che nel suo studio romano ‘Green Doctors’ ha in cura 450 pazienti che usano cannabis terapeutica. La maggior parte di questi non sono giovani.

“Il nostro obiettivo è dare sollievo- conferma il medico- ed evitiamo nelle forme che somministriamo l’effetto psicoattivo, perché trattiamo soprattutto pazienti dai 70 ai 90 anni”. Cifelli lavora da anni per combattere fake news e sfatare falsi miti sulla cannabis, proprio come Maria Novella De Luca, fotoreporter e autrice del libro ‘I volti della canapa’ (edito Crowdbooks). Il testo contiene 15 storie raccolte in giro per la Penisola e presenta voci di ogni età: dal bambino al giovane e all’anziano, persone normali che chiedono una migliore qualità della vita, una riduzione dei danni collaterali dovuti a farmaci e terapie devastanti per il fisico, per evitare la dipendenza da farmaci paradossalmente facilissimi da ottenere, come la morfina e gli oppiacei. In poche parole chiedono di avere la possibilità di condurre una vita normale o almeno migliore.

‘I volti della canapa’ sarà presentato domani a Roma nella Libreria Teatro Tlon, in via Federico Nansen 14 alle ore 19. Insieme all’autrice sarà presente anche Cifelli per fare il punto in Italia sullo stato della preparazione dei medici, delle richieste dei pazienti e del reperimento del farmaco. Risultati importanti la cannabis terapeutica li ha ormai raggiunti nel trattamento dei dolori cronici e farmacoresistenti di varia origine (fibromialgia, dolore oncologico e neuropatico), sulle malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, Demenze) e croniche infiammatorie dell’intestino, sulle epilessie farmacoresistenti, i disturbi dello spettro autistico e quelli del ciclo sonno-veglia. Ed è ora, chiede il ricercatore della Sapienza, di “promuovere corsi di preparazione indirizzati ai medici, spesso ignoranti in materia poiché non interessati o per pigrizia. La cannabis è un farmaco particolare- continua- è una terapia che va cucita addosso al singolo paziente e richiede un rapporto molto stretto. Un approccio che può risultare difficile per un medico ospedaliero”.

I farmaci a base di cannabis possono essere prescritti da medici iscritti all’Ordine su ricetta bianca, il costo del medicinale è a spese del paziente. “Le vere difficoltà si riscontrano nel pubblico- chiosa lo studioso- in Italia c’è una forte disomogeneità legislativa e ogni Regione può legiferare come vuole. Così l’erogazione della cannabis terapeutica prescritta su ricetta rossa è, ad esempio, gratuita solo in Toscana, Puglia, Emilia-Romagna e, sulla carta, anche nel Lazio- sottolinea- dove ogni struttura ospedaliera ha le sue diverse modalità di erogazione. Infine, a livello nazionale, ci sono strutture pubbliche in cui è praticata l’obiezione di coscienza”. Da qui un altro limite importante.

“La cannabis terapeutica nel pubblico non è mai una terapia di prima scelta e ai pazienti che si recano nei centri di terapia del dolore vengono prescritti prima i farmaci autorizzati sul territorio – oppioidi, antidepressivi e antidolorifici – solo in un secondo momento, se questi farmaci sono inefficaci, viene presa in considerazione la cannabis”. Evidentemente restano inascoltate le parole de ‘I volti della Canapa’: “Quando un dottore non ha una risposta, c’è la morfina“, dice Osvaldo. “Con la cannabis, la mia bambina è più presente e partecipe”, spiega la mamma di Serena.

“Voglio curarmi evitando la dipendenza. La cannabis mi fa stare meglio, mi aiuta con nausea e vomito e mi fa dormire la notte”, racconta Claudia. “Piccoli miglioramenti ma significativi, e questo dovrebbe farci riflettere e cambiare idea sull’utilizzo della pianta”, aggiunge la fotografa. Maria Novella De Luca ha girato l’Italia per raccontare il dolore, le speranze e le lotte di questi pazienti.

“L’idea di raccontarle graficamente e di farle venire fuori con la forza dell’immagine nasceva dal bisogno di rompere il muro che porta a pensare solo all’aspetto ludico della cannabis. Il titolo di questo libro ha infatti un duplice significato- conclude l’autrice- i volti delle persone incontrate e i volti di una pianta dai molteplici usi”.


I volti della canapa

Anni di viaggi in tutta Italia per raccontare il dolore, le speranze e le lotte di pazienti che hanno deciso di curarsi con la cannabis.

I volti della canapa è un viaggio attraverso cui viene aperto il microfono a persone spesso inascoltate dallo Stato. Curarsi attraverso la cannabis terapeutica, in Italia, rappresenta ancora un tabù. Miglioramenti fisici, psicologici ed esistenziali vengono spesso scambiati per pretese ideologiche. Ma queste storie, quelle di chi avrebbe diritto a trattamenti palliativi non sempre garantiti, fanno da sfondo a una battaglia di civiltà. Come potrebbe essere definito, del resto, il tentativo di attenuare le conseguenze di malattie che nessuno dei protagonisti di questo libro si è andato a cercare?

Se è vero, come sosteneva Ansel Adams, che una fotografia non si scatta, ma si crea, è altrettanto vero che questo fine si persegue, a volte, passando per vicende estremamente personali. Gli appunti di viaggio di Maria Novella De Luca sono stati presi in punta di piedi, chiedendo ‘permesso’ e cercando di non invadere troppo gli animi e l’intimità di chi, come Claudia, Andrea, Serena e Osvaldo, si è reso disponibile al racconto.

I volti della canapa è un percorso che fotoreporter e pazienti hanno intrapreso insieme. Sono nate amicizie mai più messe in discussione. Ed è nata, soprattutto, una consapevolezza: dalla sclerosi multipla, dal cancro e da altre patologie rare è difficile scappare, ma provare a stare meglio, al contempo, non può essere considerato un crimine o una stranezza.

Ma qual è l’utilità di questa cannabis terapeutica?
La domanda è lecita. Di confusione, attorno a quest’argomento, se ne fa ancora tanta.
“Quando un dottore non ha una risposta, c’è la morfina”, dice Osvaldo. “Con la cannabis, la mia bambina è più presente e partecipe”, spiega la mamma di Serena. “Voglio curarmi evitando la dipendenza.
La cannabis mi fa stare meglio, mi aiuta con nausea e vomito e mi fa dormire la notte”, racconta Claudia.

Il viaggio di Maria Novella De Luca passa sì dalle narrazioni di chi ha sperimentato gli effetti positivi di questo genere di terapia, ma anche per i pareri di quei medici chiamati a cucire addosso ai pazienti “un vestito” ad hoc. Quello in grado di alleviare sofferenze altrimenti incontrastabili.

I volti della canapa è un lavoro che non ha né un punto di partenza né uno d’arrivo. L’intero Paese è interessato dagli sforzi di chi cerca un po’ di serenità. Non c’è una pretesa di esaustività in questo libro.
C’è, però, la necessità di asserire che chi ha trovato la forza di raccontare, non può continuare a lottare da solo. Loro e tutte le persone costrette, per lo stesso motivo, ad avere a che fare con ASL inadempienti o disinformate, flaconi che non arrivano o dosi non sufficienti.

Maria Novella De Luca ha viaggiato tra Arezzo, Firenze, Taranto, Grottaglie, Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Siracusa, Genova e Mestre. Zaino in spalla, scarpe comode e un po’ di ritrosia nell’irrompere in vite segnate dalla malattia. “Sei una fotografa, devi fotografare”: sono stati gli stessi protagonisti a spingere affinché questo lavoro arrivasse a destinazione.

Adesso ci siamo, i volti della canapa è pronto, ma dipende anche da voi! è possibile che il libro in questione poi finisca in qualunque dimenticatoio o in una qualsiasi soffitta impolverata, la battaglia di Claudia, Andrea, Serena, Osvaldo e di tutti gli altri invece, no!


In Puglia, storie di volti e case di canapa

Messapia Style ha dà il via a un evento tutto “naturale” che ha il volto della speranza e della dignità.
Tra le mura della casa in canapa, verrà presentato il libro fotografico “I volti della canapa”, un lungo viaggio attraverso le storie di 15 persone che provano a combattere quotidianamente le loro patologie con l’utilizzo della cannabis terapeutica in Italia.
Le esperienze dei pazienti vengono descritte attraverso bellissimi ritratti e immagini di vita quotidiana affinché il lettore possa conoscere meglio una pianta dalle mille risorse e dai tanti infondati pregiudizi.

Una casa di canapa affollata, che prevede gli interventi di Lucia Spiri, una delle pazienti presenti nel libro, insieme al Dott. Giovanni Caggia, specialista in neurologia e terapia del dolore, al Dott. Vito Greco, farmacista galenista presso la Farmacia Tundo di Alliste e all’avvocato Maria Pia Scarciglia.
Al termine della presentazione “Vivere la Canapa” offrirà un gustoso aperitivo a base di prodotti di canapa.


Cannabis curativa, a fare danno sono i pregiudizi

Su Rassegna.it si parla de “I volti della canapa”

“Nessuna autorità scientifica ha mai evidenziato effetti così tossici da vietarne l’uso ai fini terapeutici. Ma in Italia procurarsela è ancora un’impresa difficilissima. Ecco le storie di chi, di fronte a certi muri, deve lottare per il diritto alla cura, raccontate nel libro “I volti della canapa

“I volti della canapa” (Crowdbooks 2019) è il recente libro di Maria Novella De Luca, fotoreporter “emozionale” che ha raccolto testimonianze scritte e fotografiche e catturato sensazioni di chi lotta per il diritto alla cura. Attraverso interventi di medici, farmacisti e specialisti, il lettore viene introdotto dapprima nella realtà scientifica per poi scendere, accompagnato per mano, nella delicata sfera personale delle patologie e dei pazienti. Un reportage dalle tinte umane e profonde”.

Leggi tutto l’articolo su Rassegna.it


“I volti della canapa” a Eroica Festival – Castro dei Volsci

La locanda dei libri e degli autori è un luogo magico e incantato, che Sabato 29 Giugno accoglierà anche me e I volti della canapa nella bellissima cornice di Castro dei Volsci. Tre giorni di incontri e dibattiti per promuovere le potenzialità economiche del nostro territorio.
Vi aspetto con il mio libro a Eroica Festival, Agricoltura e Turismo Rurale 
28-29-30 Giugno 
Castro dei Volsci
Sabato alle 19 aperitivo con tutti gli autori presenti!!!